Prontuario INPDAP

Al momento della richiesta di un prestito, grazie alle tabelle per i prestiti INPDAP che fungono da prontuario,

ogni persona potrà conoscere con certezza quale sarà l’importo netto che le verrà rilasciato e quale, invece, la somma che dovrà rimborsare dopo il calcolo dei tassi e di altre spese aggiuntive. 

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Cosa sono le tabelle per i prestiti?

Le tabelle prestiti sono lo strumento che ci indica i valori con cui calcolare l’importo del prestito. Tale calcolo viene differenziato sulla base di:

  • Tipologia di prestito;
  • Stipendio o pensione netti percepiti;
  • Età del richiedente.

Tali valori si riferiscono solo e solamente ai finanziamenti elargiti direttamente dall’INPS (ex INPDAP) e non a tutti quei servizi offerti da banche o finanziarie convenzionate con l’Ente. Per questo motivo, si potranno trovare informazioni sui prestiti pluriennali diretti e sui piccoli prestiti. 

È bene ricordare, inoltre, che per rimborsare il denaro concesso viene effettuata la cessione del quinto, ovvero una trattenuta sulla busta paga o sulla pensione che non supera il quinto della sua somma netta. Calcolando l’ammontare del quinto del reddito mensile, si ottiene la cifra massima della rata mensile da sostenere.

Prontuario Prestiti INPS ex INPDAP per Dipendenti pubblici

Le tabelle: alcune diciture e sigle

Prima di iniziare a consultare i dati nello schema, è giusto conoscere il significato di alcuni termini utilizzati in esso oppure delle sigle che accompagnano i numeri:

  • Interessi di differimento: sono quelli che si accumulano tra la data di richiesta del prestito e la data del suo rilascio. Per convenzione, nella tabella, si indicano 45 giorni di attesa.
  • GDM: sigla che indica il ‘giorno del mandato’.
  • NGD: sigla che indica il ‘numero giorni di differimento’.
  • Aliquote del fondo rischi: sono i soldi da pagare per avere un’assicurazione sul finanziamento; esse variano sulla base del soggetto richiedente e del tipo di prestito.
Prontuario Prestiti INPDAP

Per quanto riguarda le spese amministrative di gestione della pratica, la percentuale è sempre pari allo 0,50% del costo totale del finanziamento.

Prestiti pluriennali diretti

Le prime due tavole contengono i dati relativi ai prestiti della durata di cinque o dieci anni, erogati direttamente dall’INPS. 

Vedi le Tabelle INPDAP dei Prestiti Pluriennali.

Su queste operazioni, il TAN (Tasso Annuo Nominale) rimane fissato al 3,50% dell’importo.

 

Nelle tabelle troviamo tutti i dati sopracitati, quindi: l’importo lordo del prestito, l’importo della rata, le spese di differimento, le spese amministrative e la cifra netta del prestito. Quest’ultima varia sulla base della fascia d’età del cliente.

Le fasce d’età presentate rimangono invariate per ogni finanziamento e sono:

  • Dai 18 ai 59 anni
  • Dai 60 ai 64 anni
  • Dai 65 ai 69 anni
  • Dai 70 ai 74 anni
  • Dai 75 ai 79 anni
  • Dagli 80 agli 85 anni

La terza tavola è dedicata al calcolo degli interessi di differimento in base ai singoli casi poiché, come già anticipato, di solito viene preso un valore standard di 45 giorni; la durata dell’attesa, però, può cambiare e questi dati servono proprio a soddisfare le variabili. 

L’operazione da risolvere per trovare gli interessi è una moltiplicazione tra l’ammontare della rata e il coefficiente associato ai giorni effettivi di differimento.

Piccoli Prestiti

Anche in questo caso si prendono in considerazione solamente i finanziamenti rilasciati direttamente dall’INPS. Il TAN qui, tuttavia, è leggermente più elevato, pari cioè al 4,25%. 

Vedi le Tabelle INPDAP dei Piccoli Prestiti.

A tale servizio sono dedicate quattro tavole, ognuna contenente i dati per un prestito diverso nella durata. 

Abbiamo quindi la tavola 4 per i prestiti di quattro anni; la tabella 5 per i prestiti triennali; la numero 6 per i biennali ed infine la numero 7 per i prestiti di un solo anno. 

Nuovamente, le informazioni contenute sono: la rata, l’importo lordo, le spese di differimento e quelle di amministrazione e poi l’importo netto, guardando alla fascia d’età. 

Queste rimangono le stesse dei prestiti pluriennali: da 18 a 59, da 60 a 64, da 65 a 69, da 70 a 74, da 75 a 79, da 80 a 85 anni. 

Infine, la tabella 8 presenta i coefficienti di differimento specifici per i giorni reali di attesa. Ancora una volta si dovrà moltiplicare la cifra della rata per il coefficiente dei giorni.

Tabelle del debito residuo

In conclusione, esistono anche alcune tavole per calcolare il debito residuo netto, sia esso relativo ad un prestito pluriennale o ad un piccolo prestito. 

I dati presentati sono: il numero delle rate mancanti, ammontare del debito residuo, abbuono del fondo di garanzia e debito residuo netto, che varia per fascia d’età. 

 

Moltiplicando il numero delle rate mancanti per il coefficiente di riferimento si otterrà l’importo desiderato.

In conclusione

Non sempre i prestiti elargiti direttamente dagli istituti previdenziali sono i migliori. Infatti esistono una serie di istituti convenzionati con INPS, NoiPa ed Ex Inpdap, oltre ad altri enti, che sono in grado di erogare prestiti con formule e tassi estremamente più vantaggiosi.

Se hai qualche dubbio, commenta qui sotto, oppure clicca sul pulsante per iniziare la richiesta di un prestito convenzionato per dipendenti pubblici e pensionati.

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