Prestiti INPS

Se si sta cercando una valida alternativa ad un prestito tramite banca o tramite finanziaria, i prestiti
INPS sono la soluzione che fa al caso vostro.

SEZIONI

L’operazione è molto semplice. Essa è attuabile solamente online, basta possedere le giuste credenziali: PIN rilasciato dall’INPS; CIE (Carta d’Identità Elettronica 3.0); SPID (di livello 2 o superiore); CNS (Carta Nazionale dei Servizi).
In seguito alla Determinazione Presidenziale n. 8 del 13 febbraio 2019 tale servizio sarà usufruibile da parte degli iscritti alle Gestioni ex IMPDAP, ex IPOST ed ex ENAM.

A decorrere dal mese di maggio 2020, nuovi importi e differenti normative sono entrate in vigore per implementare ulteriormente il servizio prestiti INPS.

Tuttavia esistono alcuni istituti di credito, che hanno convenzioni con l’INPS, in grado di erogare prestiti a tassi a volta ancora più convenienti rispetto all’INPS stesso.

Dopo questa introduzione, passiamo all’atto pratico:

Prestiti INPS

Tipologie di Prestiti

Esistono tre soluzioni diverse di prestito per venire incontro alle esigenze di ogni soggetto.

Abbiamo, innanzitutto, il piccolo prestito INPS: questo si rivolge agli appartenenti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali ed anche a quelli della Gestione Fondo IPOST.
La somma che si viene ad erogare corrisponde ad una o più mensilità nette dello stipendio o della pensione, per un massimo di trattenute pari ad otto mesi. La cifra sarà calcolata sulla base dei dati fissi mensili, senza contare alle possibili variazioni. Tale importo dovrà essere restituito mensilmente in 12 rate consecutive.

Troviamo, poi, il prestito pluriennale INPS. Ancora una volta è dedicato ai soggetti facenti parte della Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali e a quelli della Gestione Fondo IPOST. Qui la domanda deve avvenire, però, su necessità personale e/o di un familiare del richiedente.

Prestiti INPS per pensionati

 

L’importo concesso sarà calcolato sulla base del quinto della pensione netta, per un periodo a scelta fra cinque o dieci anni. Tale somma potrà essere restituita, a rate, in 60 o in 120 mesi consecutivi, a seconda delle esigenze dell’iscritto alle Gestioni.

Infine, solo per chi è iscritto al Fondo della Gestione assistenza magistrale, esiste un’ulteriore soluzione. Questa si chiama prestito small, il quale viene elargito solo a chi è ancora in attività e non ha fatto richiesta, in quel momento, per il ‘piccolo prestito’.
La richiesta potrà essere effettuata in particolare da: insegnanti con contratto a tempo determinato di scuole primarie e dell’infanzia statali; insegnanti di scuole primarie parificate; insegnanti IRC;
dirigenti scolastici e insegnanti di scuole primarie e dell’infanzia gestite da Enti morali o da Comuni, dopo aver fatto l’iscrizione con domanda ed aver versato almeno cinque anni continuativi di contributi

Leggi il nostro articolo sui migliori prestiti per insegnanti e personale scolastico.

Si aggiungono anche dirigenti scolastici ed insegnanti di scuole primarie o dell’infanzia statali, assunti con contratto a tempo indeterminato.

Come richiedere il prestito

La procedura per ottenere il prestito è molto semplice e viene eseguita completamente online tramite il sito ufficiale INPS.
Per la richiesta del piccolo prestito o del prestito pluriennale la procedura è la seguente: per iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, qualora essi siano ancora in servizio, la domanda verrà inoltrata tramite l’amministrazione di cui sono parte; per chi fa parte della Gestione Fondo IPOST e per i pensionati appartenenti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali la richiesta avverrà tramite SPID, PIN dispositivo, tramite contact center o tramite Patronato.


Per richiedere, invece, il prestito small da parte degli iscritti alla Gestione assistenza magistrale, basterà rivolgersi all’amministrazione d’appartenenza.

Entro 10 giorni dall’invio della domanda, gli Enti preposti verificheranno la procedura ed invieranno la conferma di presa in carico. La richiesta, a questo punto, è stata protocollata.
In aggiunta a quanto detto, parlando di ‘prestito pluriennale’, si dovrà completare la procedura fornendo alcuni documenti indicati in allegato.

Eventuali comunicazioni saranno visionabili nella propria Area Riservata del sito INPS ma anche nella propria casella di posta elettronica ed al numero di telefono indicato durante il rilascio del PIN dispositivo.

La procedura è semplice ma deve rispettare alcuni limiti temporali.

Per quanto riguarda la Gestione assistenza magistrale e quella del Fondo IPOST, il prestito non può riferirsi ad una somma il cui saldo cadrebbe oltre la data di pensionamento. Tale limite non sussiste per gli iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali.

Quali sono i tassi d’interesse applicati ai prestiti

Il tasso di interesse annuale applicato all’importo lordo del prestito viene calcolato sulla base della categoria di appartenenza del richiedente e del tipo di prestito che questi vuole sottoscrivere.
A tale percentuale, si sommano le ritenute del premio di rischio dell’operazione, consultabili nell’allegato al Regolamento, e la percentuale per le spese di amministrazione pari allo 0,50% della somma.
Queste ultime due percentuali vengono trattenute nel momento del rilascio della somma di denaro concordata.

Istanze di riesame

Qualora si decidesse di impugnare uno dei provvedimenti, la richiesta di istanza di riesame dovrà essere effettuata tramite l’Area Personale del portale INPS entro 30 giorni dall’adozione del provvedimento.
La decisione in merito verrà comunicata al richiedente il prestito e al Direttore della sede INPS coinvolta, entro 10 giorni dalla ricezione dell’istanza di riesame, da parte del Direttore regionale o del Direttore di coordinamento metropolitano.

Se sei un dipendente statale o un pensionato, leggi anche questo articolo sui requisiti per ottenere la cessione del quinto dello stipendio o della pensione.

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